{"id":943,"date":"2026-01-26T09:44:15","date_gmt":"2026-01-26T09:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/medea-sum.eu\/2026\/01\/26\/come-nasce-il-mito-di-medea-come-mater-terribilis\/"},"modified":"2026-01-26T09:54:21","modified_gmt":"2026-01-26T09:54:21","slug":"come-nasce-il-mito-di-medea-come-mater-terribilis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/medea-sum.eu\/it\/2026\/01\/26\/come-nasce-il-mito-di-medea-come-mater-terribilis\/","title":{"rendered":"Come nasce il mito di Medea come mater terribilis?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella primavera del 431 a. C., ad Atene, la competizione teatrale di drammi che si teneva durante le feste religiose in onore di Dioniso, le <strong>\u201cGrandi Dionisie\u201d<\/strong>, fu vinto da<strong> Euforione<\/strong>, figlio di Eschilo. Il secondo premio fu assegnato a <strong>Sofocle<\/strong>. Il terzo ed <strong>ultimo premio (di consolazione<\/strong> per aver superato almeno la selezione iniziale dei tre poeti in gara) tocc\u00f2 ad<strong> Euripide<\/strong>, che aveva presentato<strong> una trilogia della quale faceva parte la Medea<\/strong>.   <\/p>\n\n<p>Euripide scrisse quest\u2019opera basandosi su un mito esistente e su una figura ben nota agli Ateniesi, Medea, ma pare che abbia \u201carricchito\u201d la storia con importanti dettagli! Infatti, nessuna fonte, prima di Euripide, allude in modo esplicito a un\u2019azione intenzionale e violenta da parte della madre, n\u00e9 la morte dei figli viene messa in relazione con il rapporto di Medea con Giasone.  <\/p>\n\n<p>Queste alcune delle versioni precedenti del mito: <\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nel VIII secolo a. C., il poeta epico <strong>Eumelo di Corinto<\/strong> narra che i figli di Medea muoiono in un rituale perpetrato dalla madre con lo scopo di renderli immortali.<strong> Medea non voleva uccidere i bambini, ma tentare di salvarli<\/strong>. Quando Giasone scopr\u00ed l&#8217;accaduto l&#8217;abbandon\u00f2 e se ne torn\u00f2 a Iolco. <\/li>\n\n\n\n<li>Secondo<strong> Creofilo di Samo <\/strong>furono <strong>i cittadini di Corinto a uccidere i figli di Medea<\/strong>, facendo poi ricadere subdolamente la colpa sulla madre. Lo Stato non aveva mai accettato Medea e decise di lasciare che i bambini muoiano di fame \u2013 altre fonti parlano di linciaggio \u2013 per il solo fatto di essere figli di una straniera.  <\/li>\n<\/ul>\n\n<p><strong>Euripide <\/strong>conosceva bene tutte quelle narrazioni, <strong>ma nella sua tragedia racconta ben altro<\/strong>, descrivendo una mater terribilis, annebbiata dalla sete di vendetta e trasforma l&#8217;uccisione rituale dei figli in omicidio premeditato. <\/p>\n\n<p><strong>Claudio Eliano<\/strong> (II-III secolo d.C.) cita pi\u00f9 di una testimonianza per sostenere che fu Euripide ad attribuire a Medea il ruolo della madre infanticida. Fra queste testimonianze, c\u2019\u00e8 quella del poligrafo di <strong>Preneste <\/strong>(170-235 d.C.), secondo cui Euripide <strong>scrisse la tragedia dietro richiesta dei Corinzi<\/strong>: furono loro<strong> i reali colpevoli dell\u2019uccisione <\/strong>dei bambini e grazie alla bravura del poeta volevano che una menzogna prevalesse sulla verit\u00e0. Inoltre, il grammatico alessandrino <strong>Parmenisco<\/strong> (II-I sec. a.C.) fornisce un particolare curioso: a suo dire, <strong>Euripide avrebbe ricevuto cinque talenti dai Corinz\u00ee <\/strong>per avere attribuito a Medea la strage dei suoi figli; questi invece erano stati uccisi da loro esasperati dal fatto che una maga straniera regnava sulla citt\u00e0.   <\/p>\n\n<p>Anche secondo <strong>Pausania, Medea non avrebbe ucciso i figli<\/strong>, ma sarebbero stati i Corinzi a farlo, perch\u00e9 i bambini avevano portato a Creusa i doni incendiari della loro madre, ovvero una corona e un peplo avvelenati. <\/p>\n\n<p>L&#8217;interesse degli storici per le modifiche apportate da Euripide al mito era legate a ragioni critico-letterarie: l\u2019obiettivo era verificare la poetica di Euripide alla luce della teoria enunciata da Aristotele, secondo la quale i miti non si possono alterare e al poeta spetta il compito di trovare le trame e di sapere presentare bene quelle tramandate (\u201cCommento alla Medea di Euripide\u201d, Gennaro Tedeschi, Universit\u00e0 degli Studi di Trieste, 2010). <\/p>\n\n<p>In conclusione, <strong>pare che sia \u201cper colpa\u201d di Euripide che Medea sia diventata la terribile assassina capace di ogni gesto, di cui ci parla la tradizione. <\/strong> <\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cSe non vogliamo credere alla notizia riportate da Eliano e Parmenisco, secondo i quali Euripide compose la tragedia su richiesta e dietro compenso da parte dei Corinzi per riversare su Medea la colpa del crimine e liberare se stessi dall\u2019infamante accusa, allora possiamo pensare che fu proprio Euripide <strong>a introdurre questa variante, formidabile e altamente provocatoria, manipolando con grande abilit\u00e0 i materiali tr\u00e0diti soprattutto nel porre a confronto civilt\u00e0 e barbarie, nell\u2019affrontare i temi dell\u2018altro\u2019, dell\u2019esule<\/strong>, dell\u2019escluso dalla societ\u00e0. La poesia tragica di Euripide crea un mito nuovo, destinato ad attraversare i secoli, il mito della mater terribilis\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>(M.G. Ciani, \u201cSul tradurre il greco. Appunti per Medea di Euripide\u201d &#8211; Inda, Siracusa 2009). <\/p>\n<\/blockquote>\n\n<p>Forse a Euripide interessava solo costruire un personaggio memorabile: l\u2019infanticidio avrebbe fatto scandalo e portato una certa fama alla tragedia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella primavera del 431 a. C., ad Atene, la competizione teatrale di drammi che si teneva durante le feste religiose in onore di Dioniso, le \u201cGrandi Dionisie\u201d, fu vinto da Euforione, figlio di Eschilo. Il secondo premio fu assegnato a Sofocle. 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