3-4/7 • Caso Medea: la confrontazione si avvicina alla scuola media Albert Vinçon

Terza e quarta udienza nel caso Medea alla scuola media Albert Vinçon. Questa volta l’istruttoria entra in una fase decisiva: i testimoni hanno consegnato la loro versione dei fatti. Per 2 ore, i 23 studenti del terzo anno impegnati nel processo fittizio di Medea hanno proseguito il loro lavoro d’indagine dando corpo ai personaggi del dossier, preparando al contempo la fase successiva della procedura: la loro confrontazione.

Ritorno al dossier: conoscere meglio i protagonisti prima di testimoniare

La sessione è iniziata con un momento di ricerca documentale dedicato al mito di Medea e ai diversi personaggi coinvolti nel caso. Per mezz’ora, gli studenti hanno approfondito: il contesto storico e mitologico; le relazioni tra i protagonisti; le questioni politiche, familiari e simboliche del racconto; le variazioni intorno al mito a seconda delle fonti. Una deviazione necessaria per consolidare la loro comprensione del dossier prima di assumere pienamente il loro ruolo di testimoni.

“Difendete il vostro personaggio. Tutto è permesso, tranne mentire.”

Forti delle loro ricerche e degli elementi accumulati durante le sessioni precedenti, i gruppi hanno poi redatto le deposizioni ufficiali dei loro personaggi. La consegna data era quella di difendere il proprio personaggio a tutti i costi, ma senza mentire. Per costruire la loro testimonianza, gli studenti sono stati invitati a utilizzare: i reperti studiati durante le prime sessioni (tutti i documenti sono disponibili in libero accesso sul sito internet del progetto: https://medea-sum.eu/); le ricerche complementari effettuate in classe; i procedimenti retorici e le tecniche argomentative. Il risultato: deposizioni sempre più strutturate, strategiche e incarnate.

Prime arringhe, primi sospetti

Ogni gruppo ha designato un portavoce incaricato di leggere la propria testimonianza davanti alla classe. Nel frattempo, gli altri studenti prendevano appunti, attenti alle incongruenze, alle omissioni e ai punti ciechi di ogni deposizione. Le testimonianze consegnate hanno permesso di misurare quanto le posizioni si siano affinate: alcuni personaggi cercano di giustificare le proprie azioni; altri minimizzano la propria responsabilità; altri ancora spostano la colpa verso altri protagonisti. Il processo guadagna in sfumature e in tensione!

Preparare il controinterrogatorio

La seconda parte della sessione è stata dedicata alla preparazione del futuro interrogatorio incrociato. Ogni gruppo ha dovuto formulare due domande per ciascuno degli altri personaggi, con l’obiettivo di: rilevare le contraddizioni; testare la solidità delle testimonianze; mettere alla prova le strategie di difesa; preparare la confrontazione futura. Queste domande saranno condivise prima della prossima sessione per consentire a ciascun gruppo di preparare le proprie risposte.

Una pausa prima della confrontazione

Gli studenti entrano ora in una breve sospensione della procedura: due settimane di vacanza prima della ripresa delle udienze. Nel frattempo, l’insegnante ha trasmesso a ciascuno le testimonianze redatte in classe e ha chiesto agli studenti di continuare la loro immersione nel dossier leggendo l’opera di Corneille nella sua interezza. Una lettura che potrebbe far evolvere ulteriormente le posizioni.

Prossima tappa: il controinterrogatorio

Alla ripresa, i testimoni dovranno difendere la loro versione dei fatti di fronte agli altri gruppi in una serie di scambi rapidi concepiti come un vero e proprio controinterrogatorio incrociato. Il dossier Medea continua a complessarsi. Dopo le prove, dopo le testimonianze, arriva ora il tempo della confrontazione. E una certezza si delinea alla scuola media Albert Vinçon: in questo caso, ognuno sembra detenere una parte di verità E una parte di responsabilità.

Continua…